IL MIO CANE HA PRESO UNA ZECCA! COME LA TOLGO?

Le zecche sono artropodi ematofagi, cioè pungono la superficie cutanea per fare il pasto di sangue, necessario per completare il loro ciclo vitale. Entrano in attività a febbraio-marzo e, dopo la pausa estiva, riprendono l’attività nel tardo autunno.
La zecca si presenta bene adesa alla superficie cutanea dell’animale: per toglierla occorre afferrarla con una pinza il più vicino alla base possibile (cioè vicino alla cute dell’animale) e girare come se si avesse in mano un cacciavite, facendo bene attenzione a non tirare. In questa maniera la zecca si staccherà, lasciando solo una lieve reazione cutanea. Se la zecca dovesse rompersi, il fatto non rappresenta un grosso problema: dal pezzetto di artropode non può nascere un nuovo individuo. In questo caso però la cute presenterà una reazione ben più importante: si formerà un pomfo che impiegherà diverso tempo a risolversi. Non occorrono comunque terapie particolari. E’ bene ricordare che la corretta e periodica applicazione di un prodotto antiparassitario è l’unica maniera per garantire una buona protezione contro l’infestazione da zecche.
Le zecche sono in grado di sottrarre ingenti quantità di sangue ai loro ospiti, ma quello che è peggio è che fungono da veicolo per altri patogeni. Possono infatti trasmettere al nostro animale dei protozoi (Babesiosi, Hepatozoonosi), dei batteri (Ehrlichiosi, Rickettsiosi, Anaplasmosi, Bartonellosi, Borreliosi) e più occasionalmente virus (virus dell’encefalite da zecche) e nematodi (filaridi). I sintomi possono essere diversi a seconda dell’organismo patogeno trasmesso, ma più comunemente si osserva abbattimento, anemia, febbre, perdita di peso, petecchie, epistassi e zoppie.
Le zecche non hanno una specie-specificità, cioè si possono attaccare a tutti i mammiferi, non solo ai cani e gatti. Ciò vuol dire che le zecche possono mordere anche l’uomo, e alcuni dei patogeni che trasmettono hanno effetti dannosi anche sull’essere umano.