PRINCIPALI MALATTIE INFETTIVE DEL CANE

1. Cimurro. E’ una grave malattia virale causata da un “Paramyxovirus”. Colpisce l’apparato respiratorio, l’apparato gastroenterico e il sistema nervoso centrale. E’ una malattia altamente contagiosa, trasmissibile attraverso i secreti corporei (saliva, sangue e urine) di un animale infetto. I segni iniziali sono sternuti, tosse, congiuntivite, febbre, vomito, diarrea, disappetenza. La forma più pericolosa è quella che interessa il sistema nervoso con depressione, incoordinazione dei movimenti, spasmi muscolari, convulsioni, paresi o paralisi.
2. Epatite virale. E’ una malattia sostenuta dall’ ”Adenovirus di tipo 1” (CAV 1). Si trasmette per contatto diretto mediante la saliva, l’ essudato del tratto respiratorio, le urine e le feci o per contatto indiretto con strumenti od altro materiale contaminato. I sintomi comprendono: anoressia, depressione, vomito, dolori colici, linfoadenite generalizzata e febbre elevata, ittero, albuminuria, biliribinuria, ematemesi, diarrea emorragica, lesioni emorragiche sulle mucose. Il virus può invadere anche i tessuti oculari dove determina uveite, cheratite interstiziale ed edema della cornea (occhio blu). Nei casi gravi il quadro si risolve con la morte entro le 12-24 ore. Le forme croniche portano a morte per insufficienza epatica e renale.
3. Parainfluenza. Il responsabile di questa malattia è l’ “Adenovirus canino” (CAV 1), un virus che contagia il cane attraverso la via orale quando questo viene a contatto con sostanze infette (escrementi, saliva) o attraverso l’apparato respiratorio. La sintomatologia, nel primo caso, presenta astenia, febbre, vomito, diarrea e spesso ittero. Nel secondo caso il virus causa scolo dalle narici, tosse, arrossamento degli occhi e lacrimazione. Entrambe le forme, se si interviene prontamente, possono essere curate.
4. Gastroenterite virale. La Parvovirosi canina è forse la più grave e comune malattia infettiva del cane. Rappresenta un problema serio, con epidemie che possono verificarsi periodicamente. Esordisce improvvisamente con la comparsa di vomito e di diarrea emorragica maleodorante, sintomi che conducono rapidamente a disidratazione e collasso. 

La mortalità è elevata e può avvenire nell’arco delle prime 24 ore. A rendere la Parvovirosi particolarmente aggressiva contribuisce la lunga persistenza del virus nell’ambiente (fino a 2 anni): un cucciolo non protetto si può quindi ammalare venendo a contatto con il virus presente nel terreno senza necessariamente incontrare un cane malato. L’unica protezione contro questa malattia è la vaccinazione.
5. Leptospirosi. La malattia è causata da un batterio molto diffuso chiamato Leptospira, presente in tutto il mondo. Solitamente, la trasmissione avviene mediante l’urina emessa da un animale portatore del batterio in un corso d’acqua stagnante; da qui il batterio penetra in una ferita della cute di un altro animale. I ratti rappresentano un importante serbatoio per la diffusione della leptospirosi nel cane e, a volte, anche nell’uomo. Anche i cani, una volta infetti, possono trasmettere la leptospirosi sia all’uomo che ad altri animali attraverso l’urina. In seguito all’infezione, molti cani diventano portatori a lungo termine, sebbene apparentemente sembrino perfettamente sani. Questo può mettere sia cani che i proprietari e i loro familiari seriamente a rischio di contrarre la malattia, se non sono osservate misure igieniche rigorose. La malattia è occasionalmente fatale sia per il cane che per l’uomo. I sintomi nel cane possono essere da molto lievi o assenti fino ad arrivare a una forma fatale che progredisce rapidamente. I sintomi includono: febbre alta, gastroenterite con vomito e diarrea con o senza sangue, ittero, scarsa vitalità.
I cani vengono generalmente vaccinati annualmente con un vaccino chiamato “polivalente”, che comprende tutte le malattie sopraelencate.
6. La RABBIA La rabbia è malattia febbrile acuta di origine virale, con manifestazioni a carico del Sistema Nervoso Centrale rapidamente progressive e con un tasso di letalità del 100%. E’ causata dal virus della rabbia (genere Lyssavirus, famiglia Rhabdoviridae), che già prima della comparsa dei sintomi si trova presente nella saliva dell’animale infetto e si può trasmettere all’uomo attraverso la morsicatura, la leccatura di pelle non integra o attraverso il contatto con le mucose. Esclusivamente i mammiferi possono infettarsi e sviluppare la rabbia, mentre uccelli, pesci e rettili non si ammalano. Nel nostro continente l’animale più contagiato risulta essere la volpe rossa e, in misura molto minore, altri animali selvatici (procioni, lupi, mustelidi, erbivori selvatici, pipistrelli, ecc.) e domestici (cani, gatti, furetti, bovini, ecc.). Un animale infetto presenta mutamenti nel comportamento: l’animale selvatico perde la sua naturale diffidenza verso l’uomo, mentre gli animali normalmente mansueti esibiscono un’ingiustificata aggressività. Si possono osservare anche difficoltà nei movimenti, paralisi e infine morte. Sperando che non vi troviate mai ad affrontare una situazione di questo tipo, qualora veniste morsicati da un animale rabido, dovete raggiungere rapidamente il pronto soccorso per le cure del caso e spiegare come si è verificata la morsicatura. Il medico, se necessario, somministrerà il trattamento vaccinale antirabbico post-esposizione. L’unica misura preventiva per i nostri animali domestici è invece la vaccinazione antirabbica. Ricordiamo che tale vaccinazione è obbligatoria per tutti gli animali che frequentano le esposizioni cinofile o che fuoriescono dal territorio italiano, per maggiori informazioni è consigliabile consultare il sito del Ministero della Salute, con tutte le informazioni aggiornate in merito.
7. Leishmaniosi. La Leishmania è un protozoo che utilizza un insetto vettore (un pappatacio) per diffondersi da animale ad animale, ed è un’importante zoonosi (malattia che può interessare anche l’uomo). E’ importante ricordare che non può esservi un’infezione diretta da cane a cane o da cane a uomo, il vettore della malattia è sempre un insetto. Solo il pappatacio adulto femmina si nutre di sangue ed è quindi responsabile della trasmissione della malattia. E’ un insetto che agisce generalmente a notte fonda o poco prima che sorga il sole, è piccolissimo e vive generalmente al di sotto dei 400 m s.l.m., infatti non è in grado di sopravvivere ad altitudini che oltrepassino gli 800 m. I pappataci sono diffusi prevalentemente nell’Italia centrale, nell’Italia meridionale, in Sardegna, in Sicilia e in Liguria, ma la loro distribuzione si sta allargando lentamente anche a zone che fino a poco tempo fa ne erano praticamente indenni (Friuli, Trentino e Piemonte). La leishmaniosi è una malattia che normalmente ha un decorso progressivo e lentissimo, che non può guarire in modo spontaneo e che ha la tendenza ad evolvere aggravandosi sempre di più. Il tempo di incubazione è decisamente variabile (da 30 giorni a sette anni). Generalmente, i disturbi che vengono rilevati nel momento in cui la malattia viene diagnosticata sono linfoadenomegalia generalizzata, dermatite e seborrea secca, ulcere cutanee, perdita ponderale, zoppia, onicogrifosi (unghie lunghe, ipertrofiche e ricurve), alopecia diffusa, problemi oculari che possono aggravarsi fino alla cecità. La prevenzione si basa sull’evitamento dell’esposizione ai flebotomi nelle ore notturne e sull’applicazione di prodotti repellenti per gli insetti flebotomi. Per i cani che vivono in zona endemica esiste anche un vaccino contro la leishmaniosi.